L’ultima parola – Opinione Liberale del 31.08.2018

Agli svizzeri la democrazia diretta sta a cuore. Sapere di poter avere l’ultima parola, praticamente su tutto, è rassicurante. D’altronde la Svizzera è un Paese che gode di un alto tenore di vita anche grazie al minor potere attribuito alla classe politica. Il popolo svizzero può far uso di strumenti quali il referendum e l’iniziativa per contestare decisioni prese o per proporre nuovi progetti. E soprattutto può affermare principi e valori intervenendo sulla Costituzione, se vi è la convinzione della maggioranza dei Cantoni e dei cittadini. La Costituzione è dunque una cosa seria, serissima, sebbene sia stata così bistratta e poco rispettata negli ultimi anni. Ora siamo al dunque. Con questa iniziativa si intende ribadire nelle urne che la Costituzione svizzera è la fonte suprema del nostro diritto, che ha rango superiore rispetto al diritto internazionale e che logicamente prevale su di esso. Cosa d’altronde sostenuta pure dal Consiglio federale ma smentita, nel 2012, da un infausto parere dei giudici di Losanna che hanno sentenziato la priorità di principio del diritto internazionale. Un parere che grida ancor‘oggi vendetta al cielo. Il 25 novembre si tratterà dunque di scegliere nuovamente chi ha l’ultima parola nel nostro Paese. Le cittadine e i cittadini svizzeri o i giudici e le istituzioni straniere. Altre argomentazioni come quelle sui diritti dell’uomo e sul presunto isolamento economico non tengono la strada e fanno arrossire anche Pinocchio. Nessun’altra Costituzione assicura dei diritti umani così estesi quanto quella svizzera. La nostra Costituzione garantisce d’altronde i diritti dell’uomo da ben prima che questa nozione fosse riconosciuta dagli altri Paesi. Anche i 600 accordi internazionali, così minacciosamente evocati da Economiesuisse, che potrebbero essere messi in pericolo dalla nostra autodeterminazione, sollevano perplessità quando non ilarità. Se ciò fosse vero si potrebbe concludere che ci sono già oggi 600 accordi da rescindere in quanto violano la nostra Costituzione federale. E tutta la classe politica svizzera, che ha giurato fedeltà e rispetto proprio su questa Costituzione, dovrebbe essere incriminata per spergiuro. Il tema nudo e crudo è dunque tanto semplice quanto fondamentale: vogliamo conservare la nostra democrazia diretta o vogliamo rinunciare alla nostra autodeterminazione? La mia risposta è altrettanto semplice: la nostra Costituzione non deve essere l’emblema di una sudditanza rispetto al diritto internazionale ma l’insegna della dignità, dell’indipendenza e della fierezza di un Popolo, il Popolo svizzero.

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