Rapporto del Consiglio federale sulla politica estera 2018 – La mia relazione a nome del gruppo UDC

“Leggendo ed analizzando il rapporto sulla politica estera 2018 si ha l’impressione che il nostro paese sia internazionalmente apprezzato, lusingato e considerato quando si occupa di paesi molto lontani e di temi piuttosto eterei anziché quando è chiamato a trovare soluzioni pratiche a problemi concreti di prossimità.
Pensiamo ai rapporti con i paesi limitrofi, pensiamo ad esempio all’Italia. Talvolta mi domando come sia possibile credere di poter migliorare il mondo in cui viviamo e rispondere ai problemi relativi ai massimi sistemi quando non riusciamo neppure a tenere pulito il nostro uscio di casa. Ad esempio, non siamo stati in grado di sottoscrivere un aggiornamento dell’accordo sull’imposizione dei frontalieri sebbene lo stesso sia stato parafato nel 2015. Non siamo stati capaci di eliminare le condizioni vincolanti imposte dall’Italia alle banche svizzere che stanno creando enormi problemi ai nostri istituti ticinesi. Dobbiamo nostro malgrado assistere inermi alla precaria situazione finanziaria di Campione d’Italia che tra l’altro ha ingenti debiti con enti e comuni ticinesi. Per non parlare della recente ingiunzione, da parte delle autorità italiane, inviata alle banche di consegnare nuovi dati finanziari di clienti presenti nelle loro liste.
Tutte queste questioni sono rimaste senza riposta, come pure il tema dell’immigrazione senza controllo che continua a creare legittime preoccupazioni e danni socio-economici a sud delle Alpi. L’assistenza sociale esplode, il lavoratori sottoccupati sono raddoppiati rispetto al 2008, i contratti normali, spia di un diffuso dumping salariale, sono ormai 17. La favola dell’immigrato specializzato non regge assolutamente più. In Ticino vi è un effetto di sostituzione e non di complementarietà tra i lavoratori indigeni e i lavoratori frontalieri. A causa dell’immigrazione senza limiti, il prodotto interno lordo pro capite non cresce. E sempre a causa del frontalierato alcune zone del cantone sono divenute invivibili sia a livello di traffico che a livello di aria da respirare. Tutto questo mentre il Ticino ogni anno riversa milioni di franchi all’Italia che potrebbero essere utili per organizzare infrastrutture volte ad alleggerire il peso che grava sulle spalle dei ticinesi.
In questo intervento altri due punti generali meritano di essere citati da parte mia: il primo riguarda il futuro della nostra missione in Kosovo, il secondo la vivace discussione sul patto sulle migrazioni dell’ONU. In entrambi i casi, ai nostri occhi ciò che ormai sembra chiaro è che non abbiamo sotto mano le implicazioni delle nostre scelte.
Per quanto attiene al nostro ventennale impegno all’estero più voci, tra cui la mia, si sono alzate chiedendo di chiarire precisamente quali siano gli obiettivi della nostra presenza in Kosovo e domandando anche una vera e propria “exit strategy”. Per ciò che mi riguarda, anche con atti parlamentari, sostengo un impiego delle risorse finanziarie in patria, magari a beneficio delle nostre guardie di confine, piuttosto che in missioni che si sono trasformate in “never ending stories”. Ancora più preoccupante per il nostro paese è stato il rischio, altamente sottovalutato, di sottoscrivere il Patto migratorio dell’ONU. Questo pericolo è fortunatamente stato sventato grazie alla denuncia e veemente opposizione dell’UDC. Questa cosiddetta soft law ci avrebbe praticamente, politicamente costretto a concepire ed accettare acriticamente qualsiasi migrazione. Tutti avrebbero avuto il diritto di immigrare nel nostro paese, indipendentemente dal loro statuto, nessuna differenza fra rifugiati ed immigrati economici sarebbe stata fatta! Fortunatamente altri paesi civili prima di noi hanno manifestato la loro insofferenza rispetto a questo tipo di strisciante soft law, che a prima vista non sembra vincolante ma che in prospettiva non avrebbe mancato di essere citata in sentenze e perizie, divenendo fonte di diritto irrinunciabile.
Queste sono le riflessioni dell’UDC, vi ringrazio e aspetto il voto su questo tema.”