Interrogazione – La zelante Svizzera ancora nella Black List italiana per persone fisiche: reciprocità calpestata e politica estera passiva

La Svizzera si trova ancora iscritta nella Black List italiana per le persone fisiche. Il 28.06.2017, il CF ha confermato di ritenere che dall’entrata in vigore del Protocollo che modifica la Convenzione per evitare le doppie imposizioni (CDI-I) e sulla base di quanto è stato convenuto nella roadmap, non sussistano più motivi per i quali la Svizzera debba figurare sulla lista del 1999. Il 23.02.2015 infatti sono stati firmati un Protocollo che modifica la CDI-I e una roadmap concernente la prosecuzione del dialogo sulle questioni finanziarie e fiscali. Il protocollo che modifica la CDI-I ha permesso di adeguare la clausola sullo scambio di informazioni su domanda allo standard internazionale; questa disposizione è entrata in vigore il 13.07.2016 e si applica a fatti avvenuti a partire della data della firma. La roadmap stabilisce le condizioni per lo stralcio della Svizzera dalle liste nere italiane e l’inserimento nelle liste bianche. Il mantenimento di questa discriminazione consente all’Italia di avvalersi dell’inversione dell’onere della prova nei confronti dei suoi contribuenti con conti bancari in Svizzera nell’ambito delle procedure avviate con domande raggruppate. Intanto l’ltalia ha adottato un trattamento forfetario a favore di stranieri che si stabiliscono sul suo territorio. La Black List nella quale figura è stata pure evocata durante l’incontro ufficiale del 3.05.2018 con il Presidente della Camera dei deputati Roberto Fico. Il CF nella precedente risposta riguardante questo tema aveva garantito che qualora gli sforzi in atto per cancellare il nostro Paese da questa lista discriminatoria non dovessero sfociare in un risultato concreto, avrebbe valutato misure in linea con gli impegni internazionali della Svizzera.
A distanza di anni da queste promesse pongo i seguenti quesiti:

  1. Il CF conferma nuovamente che la Svizzera non dovrebbe figurare in nessuna Black list italiana in quanto rispetta tutti gli impegni presi?
  2. Cosa è stato fatto in questo tempo per far valere le nostre ragioni con il Governo italiano?
  3. Non è arrivato il tempo di applicare delle sanzioni all’Italia per questa gratuita discriminazione?
  4. In cosa potrebbero consistere le misure di compensazione per questa disparità?
  5. Intende ora il CF finalmente attivarsi concretamente o preferisce una politica estera passiva di protezione degli interessi svizzeri?