Interrogazione – Riapertura notturna dei valichi secondari: decisione inopportuna per la sicurezza della popolazione ticinese forse frutto di pressioni estere?

Nel suo comunicato stampa del 15 giugno 2018, il Consiglio federale afferma che il progetto pilota per la chiusura notturna dei valichi secondari, testato dal 1° aprile al 30 settembre 2017, non ha avuto notevoli ripercussioni sul tasso di criminalità in Ticino e che non vi sono indicazioni che una chiusura a livello cantonale possa ridurre la criminalità transfrontaliera. Da colloqui con l’Italia è inoltre emerso che una chiusura notturna dei confini potrebbe ripercuotersi negativamente sulla buona collaborazione nell’ambito della sicurezza dei confine e della migrazione. Il Consiglio federale ha pertanto deciso di adottare altre misure, ossia di munire i valichi di confine secondari di barriere che vengono chiuse solo in caso di necessità, ad esempio quando la polizia organizza una ricerca. Inoltre ai conducenti deve essere segnalato che vengono sorvegliati da telecamere al momento del passaggio del confine. Ma queste rassicurazioni non bastano! La recrudescenza dei crimini negli scorsi mesi, durante i quali abbiamo assistito a numerosi casi di bancomat fatti esplodere con la dinamite, é preoccupante e dovrebbe mettere una forte pressione sulle nostre istituzioni. Questi crimini hanno luogo, non certo a caso, in zone adiacenti i valichi doganali, in particolare nel Mendrisiotto, basti ricordare i casi di Coldrerio, Arzo e Stabio. Le rassicurazioni statistiche e politiche non bastano alla popolazione e dunque pongo i seguenti quesiti:

  1. Il Consiglio federale, alla luce dell’escalation criminale a cui abbiamo assistito in Ticino, si é convinto ed é disposto a rivedere la sua decisione di riapertura notturna dei valichi secondari?
  2. Il Consiglio federale è almeno disposto a ripetere l’esperienza di chiusura dei valichi per un nuovo periodo di test?
  3. La pressione dell’Italia, condita da velate minacce a proposito ripercuotersi negativamente sulla buona collaborazione nell’ambito della sicurezza e della migrazione, ha giocato e gioca un ruolo nella decisione del Consiglio federale?
  4. Il Consiglio federale teme forse qualche tirata d’orecchi dall’UE basata sul rispetto dell’accordo di Schengen?
  5. Il Consiglio federale non ritiene che psicologicamente la popolazione di confine si senta più protetta con la chiusura dei valichi secondari di notte?
  6. Come giudica il Consiglio federale la situazione e la condizione dei presidi che costeggiano e proteggono il confine con l’Italia?
  7. Non é necessario provvedere ad un ripristino di eventuali punti più sensibili?