Interrogazione – Diplomazia UE al vetriolo

Dopo la discriminazione applicata al nostro Paese con il rifiuto del riconoscimento della borsa svizzera da parte dell’UE, anche i canali diplomatici in Patria stanno mettendo in evidenza un’accresciuta è ingiustificata aggressività verbale.

É il caso delle dichiarazioni dell’ambasciatore Michael Matthiessen che rappresenta l’UE a Berna, formulate in occasione di un evento organizzato dall’ambasciata finlandese a Berna, nell’ambito di una tavola rotonda all’inizio della Presidenza finlandese del Consiglio dell’UE.

Matthiessen senza mezzi termini è saltato alla gola della Svizzera minacciando a chiare lettere, secondo quanto riportato dalla stampa, che in caso di fallimento dell’accordo quadro, il nostro Paese sarebbe stato mangiato dall’UE. “Se non ti siedi al tavolo, sarai sul menu” queste le cortesi parole del diplomatico rivolte alla Svizzera. Continua a leggere “Interrogazione – Diplomazia UE al vetriolo”

Focus su Berna – Sessione estiva 2019

L’UDC chiede di non sottoscrivere alcun accordo istituzionale con l’UE

L’UDC ha presentato una mozione in entrambe le Camere federali per chiedere al Consiglio federale di astenersi dal concludere accordi bilaterali o multilaterali con altri Stati che richiedono una ripresa dinamica, automatica o obbligatoria del diritto o che impongono la giurisdizione europea per la risoluzione delle controversie. Trattati di questo tipo sono in evidente contraddizione con la nostra indipendenza e la nostra Costituzione federale. Allo stesso tempo, entrambe le Camere hanno presentato mozioni di commissione che incaricano il Consiglio federale di avviare ulteriori negoziati con l’UE o di adottare altre misure per migliorare l’accordo quadro. Il Consiglio degli Stati ha approvato questa mozione con 22 voti favorevoli, 14 voti contrari, 6 astensioni, il Consiglio nazionale con 122 voti favorevoli, 38 voti contrari e 24 astensioni. Per ora gli euroturbo si trovano nell’empasse.

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Il mio impegno per l’Autodeterminazione

Intervista rilasciata a “Ticino Welcome” per l’edizione giugno/agosto 2018.

Quali sono le motivazioni ideali che l’hanno spinto ad occuparsi in prima persona di politica a favore del Ticino?

Noi possiamo decidere di non occuparci di politica ma la politica si occuperà comunque di noi. Terminati gli studi a Friborgo e rientrato in Ticino dopo qualche esperienza professionale in Romandia e Svizzera tedesca, la scelta, per me naturale, è stata quella di impegnarmi per la collettività. In primo luogo nel piccolo comune nel quale vivevo: Villa Luganese. Mettere a disposizione del tempo e delle competenze per la cosa pubblica è, a mio avviso, una bella dimostrazione di attaccamento al territorio e alla comunità a cui si appartiene. A livello politico sono rimasto molto impressionato dal coraggio e dalla determinazione di una personalità svizzera che ha lottato da sola contro tutti per assicurarci un Paese indipendente e neutrale: Christoph Blocher. Oggi nessuno ha più il coraggio o la voglia di parlare di adesione all’Unione europea ma, nel 1992, la strada sembrava segnata. Mai avrei pensato un giorno di riprendere la sua carica di Vicepresidente dell’UDC Svizzera assieme alla figlia Magdalena. Continua a leggere “Il mio impegno per l’Autodeterminazione”