Interrogazione – Una buona idea completare la mobilità lenta nel Gambarogno?

Il Comune di Gambarogno, che ha carattere turistico-residenziale, si estende sino al confine con l’Italia su di una lunghezza di 17km di cui 12 di costa est su suolo Svizzera del Lago Maggiore. Nei Piani di Agglomerato, Gambarogno fa parte del Locarnese. Nel PaLoc2, il Consiglio federale ha riconosciuto l’importanza di collegare con la mobilità lenta la parte a lago di Gambarogno e il resto del Cantone approvando il collegamento ciclopedonale da Quartino a Magadino in fase A (INF 4) e da Magadino sino a Dirinella al confine (INF 5), in fase B. Nell’ambito del Paloc3 sono stati eseguiti gli studi di fattibilità richiesti per portare INF 5 da fase B in fase A per un investimento di circa 12 milioni di franchi svizzeri. Il progetto conclusivo del Paloc3 in consultazione nella primavera del 2016 prevedeva varie tratte della ciclopedonale in fase A. Nel Paloc3 è stata inserita da fase C in fase A una passerella (ciclopedonale) sul Ticino nella zona Bolle di circa 12 milioni di franchi svizzeri di spesa e il cui studio di fattibilità era ancora in fase di valutazione. Continua a leggere “Interrogazione – Una buona idea completare la mobilità lenta nel Gambarogno?”

Il disarmo dei cittadini onesti di un Paese democratico

La direttiva sulle armi che si vorrebbe imporre anche in Svizzera è stata spacciata come «la» ricetta per combattere il pericolo del terrorismo nel nostro continente. Ma che il recepimento di questa direttiva dettata dall’Unione europea, sotto lo strumentale e poco plausibile ricatto di essere esclusi dallo spazio Schengen, si riveli completamente inutile, non è una congettura ma una certezza. Ne è perfettamente cosciente anche la Conferenza dei comandanti cantonali di polizia della Svizzera che ha confermato che queste disposizioni non aumenteranno la sicurezza nel nostro Paese. Persino i portavoce del PLR e del PPD, in Parlamento, hanno messo in dubbio l’utilità della nuova legge per la lotta al terrorismo. Continua a leggere “Il disarmo dei cittadini onesti di un Paese democratico”

Interrogazione – La zelante Svizzera ancora nella Black List italiana per persone fisiche: reciprocità calpestata e politica estera passiva

La Svizzera si trova ancora iscritta nella Black List italiana per le persone fisiche. Il 28.06.2017, il CF ha confermato di ritenere che dall’entrata in vigore del Protocollo che modifica la Convenzione per evitare le doppie imposizioni (CDI-I) e sulla base di quanto è stato convenuto nella roadmap, non sussistano più motivi per i quali la Svizzera debba figurare sulla lista del 1999. Il 23.02.2015 infatti sono stati firmati un Protocollo che modifica la CDI-I e una roadmap concernente la prosecuzione del dialogo sulle questioni finanziarie e fiscali. Continua a leggere “Interrogazione – La zelante Svizzera ancora nella Black List italiana per persone fisiche: reciprocità calpestata e politica estera passiva”

Il grande bluff della direttiva sulle armi

Il 19 maggio saremo nuovamente confrontati con un adeguamento del nostro diritto nazionale alle direttive dell’Unione europea, alla quale non apparteniamo, ma a cui siamo indirettamente legati dalla libera circolazione delle persone e dal relativo accordo sullo spazio Schengen. L’Unione europea, desiderosa di mostrare attivismo nei confronti della minaccia terroristica, sostiene che la direttiva sulle armi migliorerà la sicurezza nel nostro continente e che, con la sua adozione, vi saranno effetti positivi anche per la Svizzera a seguito della riduzione del rischio di attacchi. Molti dubitano di queste certezze sventolate ai quattro venti e ripetute come un mantra. Per onestà intellettuale va ricordato che gli attacchi terroristici non sono effettuati principalmente con armi da fuoco, ma con veicoli di ogni tipo, soprattutto camion, causando indicibili sofferenze. Inoltre, le armi utilizzate per un atto violento non sono quelle regolarmente registrate e in possesso di onesti cittadini svizzeri, appassionati di tiro o cacciatori. Continua a leggere “Il grande bluff della direttiva sulle armi”