Accordo sui frontalieri al capolinea. Il Ticino resta con un pugno di mosche in mano.

Secondo quanto riportato in data odierna dal quotidiano La Regione, la sottoscrizione dell’accordo sui frontalieri, parafato dalla Svizzera e dall’Italia nel 2015, è definitivamente congelata per decisione del parlamento italiano. Dando seguito a una mozione di due deputati pentastellati tutto il processo si sarebbe sciolto come neve al sole alla camera dei deputati. In buona sostanza, dopo anni di negoziazione tra le parti, fiumi di parole, accuse e controaccuse, avanzate e retromarce, tutto rimarrebbe come è allo stato attuale. I frontalieri continueranno a pagare le imposte alla fonte in Svizzera e i Cantoni svizzeri continueranno a riversare i ristorni in Italia. Nelle casse ticinesi mancheranno almeno una dozzina di milioni supplementari e la tassa d’imposta dall’attuale 61,2 per cento non salirà dunque al 70 per cento. Siamo forse giunti alla fine di una telenovela gattopardesca dove tutto cambia affinché nulla cambi. E la Svizzera, zelante prima della classe, perde nuovamente la faccia o quanto meno i suoi negoziatori e la nostra classe politica non escono certo con risultati brillanti. Continua a leggere “Accordo sui frontalieri al capolinea. Il Ticino resta con un pugno di mosche in mano.”

3 interrogazioni al Consiglio federale sul tema dei farmaci non omologati

La prima interrogazione sul caso specifico del dodicenne

Il caso di un dodicenne ticinese, a cui un assicuratore malattia ha rifiutato l’assunzione dei costi di un farmaco non omologato in Svizzera per la cura di un sarcoma, ha destato clamore e, in alcuni, indignazione. Il farmaco in questione si chiama Ixoten, è prodotto dalla Baxter, e, contrariamente a quanto dichiarato dal medico curante, non solo questo farmaco non è importato in Svizzera, non è omologato da Swissmedic, non appare sull’Elenco delle Specialità, bensì non è neppure omologato all’estero per la malattia di cui soffre il ragazzo ticinese. A queste condizioni l’assicuratore non ha l’obbligo di assumersene i costi. Assicuratore che, d’altro canto, ha evidenziato la modesta letteratura relativa ai benefici della cura per questo tipo preciso di sarcoma. Il medico curante Pierluigi Brazzola, caposervizio di oncologia pediatrica all’ospedale San Giovanni di Bellinzona, in risposta a questa contestazione ha affermato che “l’elevato beneficio è spesso quasi impossibile da dimostrare in pediatria, perché ci sono pochi studi, e quando si partecipa a studi, se i farmaci non sono patentati in Svizzera, ci ritroviamo al punto di partenza.” Il medico ha inoltre pubblicamente sottolineato che i casi di conflitto tra pazienti e assicuratori, relativi a farmaci non omologati, sono sempre più frequenti. Continua a leggere “3 interrogazioni al Consiglio federale sul tema dei farmaci non omologati”

Patto ONU sui migranti e intenzioni della Svizzera

Il Consiglio federale ha espresso l’intenzione di firmare il patto delle Nazioni Unite sulla migrazione a Marrakech nel dicembre 2018. A causa delle numerose richieste in essa contenute, alcune delle quali sono discutibili in termini di dettaglio e di orientamento, è urgente chiarire se il Consiglio federale intende attuarle nel nostro Paese.

Poiché il Consiglio federale non ha risposto ai quesiti nell’ambito dell’ora delle domande del 24 settembre 2018, è ora invitato a rispondere nell’ambito di questa interpellanza: Continua a leggere “Patto ONU sui migranti e intenzioni della Svizzera”

Reagire agli annunci di lavoro discriminatori nei confronti dei lavoratori indigeni

Negli ultimi anni, in Canton Ticino, il mercato del lavoro ha conosciuto un aumento esponenziale dei lavoratori frontalieri, in particolare nel settore terziario.

Dall’entrata in vigore della libera circolazione, le persone a beneficio dell’assistenza sociale sono raddoppiate. I lavoratori sottoccupati hanno superato quota 18’000, e l’aumento dei contratti normali emanati dal Consiglio di Stato per lottare contro la pressione al ribasso sui salari dovuta all’eccessivo afflusso di frontalieri, testimoniano il diffuso dumping e la sensibile crescita del rischio di povertà in Ticino.

Continua a leggere “Reagire agli annunci di lavoro discriminatori nei confronti dei lavoratori indigeni”