Interrogazione – Indennità frontalieri, pagheremo noi?

Si fa più concreto il rischio che anche la Svizzera, un domani, venga chiamata alla cassa per le indennità di disoccupazione dei frontalieri. Così l’incipit dell’odierno Corriere del Ticino. Una riflessione frutto di un primo, ancora fragile, compromesso a Bruxelles sulle indennità di disoccupazione che farebbe in modo che l’onere ricadrebbe sullo Stato in cui lavora la persona e non più sui Paesi di residenza. Per venire incontro ai timori dei frontalieri la Commissione e il Parlamento hanno deciso che le indennità disoccupazione possano essere “esportate” per 15 mesi nel caso in cui una persona sia disoccupata e desideri trasferirsi in un altro Stato per cercare lavoro. Una regola che si applica non solo ai frontalieri ma a tutti i cittadini comunitari. Continua a leggere “Interrogazione – Indennità frontalieri, pagheremo noi?”

Mozione – Medici del traffico. Incentivare e stimolare la formazione di nuove figure

Il Consiglio federale è incaricato di modificare l’OAC al fine di semplificare la formazione per l’ottenimento del titolo di Medico del traffico SSML (Società svizzera di medicina legale) Livello 4. Va eliminata l’evidente sproporzione nei criteri da adempiere per esercitare le funzioni di Livello 1, 2 e 3, rispetto a quelli per il 4.

La figura del Medico del traffico (MdT) è prevista dalla legislazione federale, nella strategia “Via Sicura”, e svolgerebbe un ruolo importante nell’ambito della sicurezza stradale in linea con quanto previsto dal Consiglio federale. Tuttavia, la messa in pratica di questo servizio è quantomeno laboriosa, rendendo oltremodo difficile l’accesso alla funzione di MdT SSML di Livello 4, creando di fatto una situazione protezionistica non funzionale agli obiettivi della legge. Continua a leggere “Mozione – Medici del traffico. Incentivare e stimolare la formazione di nuove figure”

Interpellanza – Per quanto ancora la Svizzera sarà il fantoccio dell’UE?

Non è un segreto ed è stato anche confermato ufficialmente dalla portavoce della Commissione europea Mina Andreeva in occasione di una conferenza stampa: nell’attuazione dell’articolo 121a della Costituzione federale sull’immigrazione, l’UE ha esercitato un’influenza che, per quanto inopportuna, nell’ambito del processo legislativo svizzero ha avuto la sua efficacia.

Da quando l’UE ha capito che, con il suo comportamento minatorio, riesce a intimidire e a mettere in riga una maggioranza del Parlamento svizzero, porta avanti la sua politica di potere. Continua a leggere “Interpellanza – Per quanto ancora la Svizzera sarà il fantoccio dell’UE?”

Accordo sui frontalieri al capolinea. Il Ticino resta con un pugno di mosche in mano.

Secondo quanto riportato in data odierna dal quotidiano La Regione, la sottoscrizione dell’accordo sui frontalieri, parafato dalla Svizzera e dall’Italia nel 2015, è definitivamente congelata per decisione del parlamento italiano. Dando seguito a una mozione di due deputati pentastellati tutto il processo si sarebbe sciolto come neve al sole alla camera dei deputati. In buona sostanza, dopo anni di negoziazione tra le parti, fiumi di parole, accuse e controaccuse, avanzate e retromarce, tutto rimarrebbe come è allo stato attuale. I frontalieri continueranno a pagare le imposte alla fonte in Svizzera e i Cantoni svizzeri continueranno a riversare i ristorni in Italia. Nelle casse ticinesi mancheranno almeno una dozzina di milioni supplementari e la tassa d’imposta dall’attuale 61,2 per cento non salirà dunque al 70 per cento. Siamo forse giunti alla fine di una telenovela gattopardesca dove tutto cambia affinché nulla cambi. E la Svizzera, zelante prima della classe, perde nuovamente la faccia o quanto meno i suoi negoziatori e la nostra classe politica non escono certo con risultati brillanti. Continua a leggere “Accordo sui frontalieri al capolinea. Il Ticino resta con un pugno di mosche in mano.”