Al Consiglio degli Stati ci sia anche l’altro Ticino

Giudicheranno gli elettori di PPD e PLR: la probabile congiunzione tra i due partiti rappresenta una nuova e gratificante opportunità di collaborazione oppure un tradimento dei valori fondativi per un mero opportunismo elettorale?

I moralismi, specie in casa altrui, non mi appartengono e sono un po’ stucchevoli per la verità. Ciò che conta per i cittadini ticinesi sono le conseguenze delle alleanze tra i partiti.

Il risultato dell’unione tra PPD e PLR è gattopardesco. Come nel romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il cosiddetto centro si allea per proporre un cambiamento strategico di facciata affinché nulla cambi! Ci si adatta semplicemente a una nuova situazione politica, sociale ed economica; in un certo senso ci si mimetizza per poter conservare potere, posizioni e privilegi.

Alla Camera alta, ricordiamolo, si è eletti per rappresentare il proprio Cantone e non un partito. Io penso che bisognerebbe eleggere qualcuno che proponga soluzioni diverse da quelle che i rappresentanti della famosa area di centro hanno portato negli scorsi anni. Un vero cambiamento, insomma. Continua a leggere “Al Consiglio degli Stati ci sia anche l’altro Ticino”

L’agricoltura ticinese è da sostenere

Il settore agricolo svizzero riveste un ruolo fondamentale per il nostro paese e l’UDC difende un’agricoltura produttiva che approvvigioni la popolazione con alimenti sani e prodotti convenienti. Le famiglie contadine devono avere un reddito ragionevole per le loro fondamentali prestazioni in favore della collettività e dunque occorre fare il possibile per rafforzare la sicurezza pianificatoria e l’innovazione di un’agricoltura imprenditoriale che deve necessariamente fare i conti con il mercato. Continua a leggere “L’agricoltura ticinese è da sostenere”

Il disarmo dei cittadini onesti di un Paese democratico

La direttiva sulle armi che si vorrebbe imporre anche in Svizzera è stata spacciata come «la» ricetta per combattere il pericolo del terrorismo nel nostro continente. Ma che il recepimento di questa direttiva dettata dall’Unione europea, sotto lo strumentale e poco plausibile ricatto di essere esclusi dallo spazio Schengen, si riveli completamente inutile, non è una congettura ma una certezza. Ne è perfettamente cosciente anche la Conferenza dei comandanti cantonali di polizia della Svizzera che ha confermato che queste disposizioni non aumenteranno la sicurezza nel nostro Paese. Persino i portavoce del PLR e del PPD, in Parlamento, hanno messo in dubbio l’utilità della nuova legge per la lotta al terrorismo. Continua a leggere “Il disarmo dei cittadini onesti di un Paese democratico”