Cosa dobbiamo alla nostra Costituzione

É una mistificazione propagandistica attribuire a chi si batte per la democrazia diretta del nostro Paese l’obiettivo di disdire la Convenzione dei diritti dell’uomo (CEDU). Una disdetta, per altro, potrebbe essere data solo in applicazione di una decisione popolare e dunque nulla potrebbe avvenire alle spalle del Popolo svizzero. Ragionando sulla CEDU tuttavia alcune riflessioni meritano di essere riprese. L’Unione europea ha deciso per ben due volte di non sottoscriverla. Motivo di questo rifiuto? L’UE non vuole perdere la propria sovranità e non vuole che la Corte di Strasburgo prevalga sulla Corte di giustizia europea. Per questa decisione nessuno ha però mai osato affermare che l’UE corra un rischio reputazionale. Continua a leggere “Cosa dobbiamo alla nostra Costituzione”

L’ultima parola

Ha ragione l’avvocato Tettamanti quando considera che un eventuale rifiuto dell’iniziativa per l’autodeterminazione contribuirebbe a indebolire la formula democratica che ci ha dato 170 anni di partecipazione popolare di successo, premessa di quella sicurezza e di quel benessere di cui abbiamo fin qui goduto. Ha ragione nel dire che in Svizzera una corrente di pensiero, specie tra le élite politico-burocratiche e tra gli ambienti intellettuali, manifesta sempre più insofferenza nei confronti della democrazia diretta. La democrazia diretta, per sua stessa natura, è difficilmente pilotabile perché ripartisce il potere su tutta la popolazione e tra i Cantoni. Questa insofferenza l’ho verificata di persona a Berna, sia all’interno che all’esterno di Palazzo federale. Continua a leggere “L’ultima parola”

Chi decide nel nostro Paese?

Il 25 novembre decideremo chi deve avere l’ultima parola nel nostro Paese. E dunque se, in caso di conflitto, debba essere applicata la Costituzione federale o il diritto internazionale. Rifiutando l’iniziativa per l’autodeterminazione e attribuendo la priorità al diritto internazionale, cosa che non fa alcun Paese al mondo, limiteremo gli effetti della nostra democrazia diretta. L’applicazione degli articoli costituzionali democraticamente votati dalla maggioranza del Popolo e dei Cantoni svizzeri sarebbe subordinata al giudizio delle organizzazioni internazionali e dei giudici stranieri. Continua a leggere “Chi decide nel nostro Paese?”

I fumogeni della giudice svizzera di Strasburgo a cui non piacciono le iniziative popolari

La giudice Keller ha affermato a mezzo stampa sostanzialmente tre cose:

1. L’iniziativa non rispetta l’unità di materia;

2. Il parlamento ha chiuso gli occhi;

3. Le iniziative popolari sono diventate delle pericolose vacche sacre.

Sotto il profilo dell’unità della materia non è necessario perdere troppo tempo per rispondere al fumogeno della giurista. Il Consiglio federale ha confermato a chiare lettere nel suo messaggio del 5 luglio 2017 che, in merito a questo aspetto, non vi è nulla da eccepire. L’iniziativa rispetta l’unità della materia. Continua a leggere “I fumogeni della giudice svizzera di Strasburgo a cui non piacciono le iniziative popolari”